sorrentino

Grande Bellezza, Piccola Italia

Qualche sera fa canale 5 ha trasmesso, a due giorni dall’Oscar, in prima serata “La grande Bellezza”, consentendo a chi non l’avesse visto di guardare questo film cosi tanto premiato. E a chi lo aveva già visto al cinema di rivederlo. La nuova tendenza è quella di commentare partite di calcio, eventi tv e quant’altro sui social network. E cosi quella sera ci siamo sentiti tutti critici cinematografici. Ma invece di essere un momento di confronto, si è assistito a una “guerra” di tutti contro tutti..con insulti, parolacce, litigi tra chi ha apprezzato il film e chi invece ne è rimasto deluso. FIn qui, forse, tutto normale. Il fatto strano è che i giudizi sul film sono partiti, nella maggior parte dei casi, dopo appena un quarto d’ora dall’inizio del film. E giù pareri su quanto fosse noioso, su quanto sia stato fatto per piacere agli americani, su quanto il film fosse pesante, incomprensibile etc.  Ma dico..come è possibile giudicare un film dopo mezz’ora che lo si è guardato? é come andare in una città nuova, farsi un giro nei dintorni dell’aeroporto e dire se la città è piaciuta o meno. E che comprensione di un film cosi introspettivo poteva avere luogo in particolare nei più giovani che con un occhio guardavano il film e l’altro erano sui social? Che il film possa piacere o no è legittimo. Però non posso fare a meno di chiedermi in che paese vivo se il giorno dopo, sull’autobus, al supermercato, alla posta ho sentito tutti commenti negativi su questo film. come se il fatto di aver vinto un Oscar decretasse automaticamente che tale film dovesse per forza piacere a tutti, senza essere disposti all’ “ascolto” cioè a sforzarsi di capire perchè il film abbia avuto tanti riconoscimenti oltre l’oscar, anche se di primo acchitto poteva sembrare un film lento. Siamo diventati una società narcisista che per l’ansia di dire la propria sul web non  presta attenzione a nulla, nemmeno al film che dopo 15 anni ha riportato un oscar in Italia. Chiunque è andato a scuola ricorda che Tante materie erano “pesanti”, non ci piacevano, ma eravamo obbligati ad ascoltare il prof per riuscire nell’interrogazione, ed è anche studiando argomenti non proprio facili  che ci siamo formati come cittadini e come studenti. Eppure il percorso del protagonista del film richiama, tanto per dirne una, il personaggio  di Dante Alighieri nella Divina Commedia che “nel mezzo del cammin di nostra vita si ritrovò per una selva oscura, chè la diritta via era smarrita”..proprio come Jep Gambardella, d’accordo piu in la con gli anni, ma che comunque ha vissuto un momento di crisi attraversando “l’inferno” della nostra epoca. E al fin è “uscito a riveder le stelle” trovando la sua strada. Ma sono tante le sensazioni che tale film ha provocato in me. Sarò io strano ma credo che il cinema, come tutta l’arte in generale, vada amato comunque e si debba cercare di trarre un qualche insegnamento da esso, come da un quadro, da una poesia, da un racconto. E pochi giorni dopo la vicenda Fiorello che ha investito il pedone. Fiorello che fa 12 milioni di ascolto in tv, personaggio fino a ieri simpatico a tutti…investe una persona e che succede? senza cercare di approfondire le dinamiche dell’incidente, senza lasciare il beneficio del dubbio, senza “umanità”, si accende un’altra gara sui social tra chi fa la battuta più cattiva e sarcastica. Dobbiamo evidentemente ancora imparare a usare la rete, siamo troppo “giovani” forse per usarla come andrebbe usata. Credo, senza esagerare, che oltre alle campagne contro gli incidenti stradali, contro il fumo, femminicidio e quant’altro, debba aggiungersi quella per sensibilizzare sui pericoli di Internet, primo tra tutti il non ASCOLTARE e GUARDARE più il prossimo, ma solo la nostra pancia.
Che delusione questa Italia cosi “mediocre”, ma non perchè non è piaciuto quel film..ma perchè non è curiosa, non è disposta a comprendere, ma dopo 20 minuti di film, con un occhio alla tv e l’altro su whatsapp, decide che un film che ha vinto l’oscar fa cagare.