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“Lei”. Due ore perse al cinema

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Dopo tanto battage pubblicitario ho visto anche io “Her”, il film di Spike Jonze. Beh sono rimasto deluso da questo film, mi aspettavo molto di piu dopo le tante discussioni ascoltate. Invece è stato uno dei rari casi in cui sono uscito dal cinema non arricchito da qualcosa di nuovo. Persino nei film piu “stupidi” trovo sempre qualcosa di interessante, qualche spunto di riflessione, qualche battuta azzeccata. Ma Her ha raccontato un qualcosa che piu o meno tutti sanno e non ha proposto visioni o riflessione innovative. Racconta la storia di un uomo-divorziato-che intrattiene relazioni virtuali..fin quando s’imbatte in un sistema operativo che ha la voce di Scarlett Johansson (in italiano doppiata malamente da una micaela Ramazzotti con accento fin troppo romanesco) e s’innamora perdutamente di lei anche se non è fatta di carne e ossa. Fin quando qualcosa s’incrina dentro di lui e capisce che quello è solo un rifugio dalla realtà. Beh e allora..? Che c’è di nuovo? Sono anni che sociologi e psicologi dalle pagine dei giornali invitano a non cadere nella dipendenza dal virtuale che è uno degli “effetti collaterali” della nuova tecnologia. Se nella vita qualcosa ti va storto è facile crearsi una realtà parallela…

E il film di Spike Jonze rappresenta una storia banalissima, la sceneggiatura non decolla mai, non appare mai un guizzo, una svolta narrativa per cui il protagonista può intuire che la realtà può essere migliore del virtuale. Alla fine certo se ne rende conto probabilmente ma senza scossoni, senza comunicare allo spettatore meraviglia, emozione.

Tutt’altro spessore aveva invece un film del 1999, il capolavoro “Matrix”, un film visionario e di fantascienza, ma che in qualche modo anticipò quello che sarebbe successo. Ovviamente è un altro genere di film, con altre ambizioni…ma se dovessi consigliare a qualcuno un film sull’opposizione virtuale/reale sceglierei quello, la battaglia di Neo contro le macchine, contro un’esistenza fittizia.

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Grande Bellezza, Piccola Italia

Qualche sera fa canale 5 ha trasmesso, a due giorni dall’Oscar, in prima serata “La grande Bellezza”, consentendo a chi non l’avesse visto di guardare questo film cosi tanto premiato. E a chi lo aveva già visto al cinema di rivederlo. La nuova tendenza è quella di commentare partite di calcio, eventi tv e quant’altro sui social network. E cosi quella sera ci siamo sentiti tutti critici cinematografici. Ma invece di essere un momento di confronto, si è assistito a una “guerra” di tutti contro tutti..con insulti, parolacce, litigi tra chi ha apprezzato il film e chi invece ne è rimasto deluso. FIn qui, forse, tutto normale. Il fatto strano è che i giudizi sul film sono partiti, nella maggior parte dei casi, dopo appena un quarto d’ora dall’inizio del film. E giù pareri su quanto fosse noioso, su quanto sia stato fatto per piacere agli americani, su quanto il film fosse pesante, incomprensibile etc.  Ma dico..come è possibile giudicare un film dopo mezz’ora che lo si è guardato? é come andare in una città nuova, farsi un giro nei dintorni dell’aeroporto e dire se la città è piaciuta o meno. E che comprensione di un film cosi introspettivo poteva avere luogo in particolare nei più giovani che con un occhio guardavano il film e l’altro erano sui social? Che il film possa piacere o no è legittimo. Però non posso fare a meno di chiedermi in che paese vivo se il giorno dopo, sull’autobus, al supermercato, alla posta ho sentito tutti commenti negativi su questo film. come se il fatto di aver vinto un Oscar decretasse automaticamente che tale film dovesse per forza piacere a tutti, senza essere disposti all’ “ascolto” cioè a sforzarsi di capire perchè il film abbia avuto tanti riconoscimenti oltre l’oscar, anche se di primo acchitto poteva sembrare un film lento. Siamo diventati una società narcisista che per l’ansia di dire la propria sul web non  presta attenzione a nulla, nemmeno al film che dopo 15 anni ha riportato un oscar in Italia. Chiunque è andato a scuola ricorda che Tante materie erano “pesanti”, non ci piacevano, ma eravamo obbligati ad ascoltare il prof per riuscire nell’interrogazione, ed è anche studiando argomenti non proprio facili  che ci siamo formati come cittadini e come studenti. Eppure il percorso del protagonista del film richiama, tanto per dirne una, il personaggio  di Dante Alighieri nella Divina Commedia che “nel mezzo del cammin di nostra vita si ritrovò per una selva oscura, chè la diritta via era smarrita”..proprio come Jep Gambardella, d’accordo piu in la con gli anni, ma che comunque ha vissuto un momento di crisi attraversando “l’inferno” della nostra epoca. E al fin è “uscito a riveder le stelle” trovando la sua strada. Ma sono tante le sensazioni che tale film ha provocato in me. Sarò io strano ma credo che il cinema, come tutta l’arte in generale, vada amato comunque e si debba cercare di trarre un qualche insegnamento da esso, come da un quadro, da una poesia, da un racconto. E pochi giorni dopo la vicenda Fiorello che ha investito il pedone. Fiorello che fa 12 milioni di ascolto in tv, personaggio fino a ieri simpatico a tutti…investe una persona e che succede? senza cercare di approfondire le dinamiche dell’incidente, senza lasciare il beneficio del dubbio, senza “umanità”, si accende un’altra gara sui social tra chi fa la battuta più cattiva e sarcastica. Dobbiamo evidentemente ancora imparare a usare la rete, siamo troppo “giovani” forse per usarla come andrebbe usata. Credo, senza esagerare, che oltre alle campagne contro gli incidenti stradali, contro il fumo, femminicidio e quant’altro, debba aggiungersi quella per sensibilizzare sui pericoli di Internet, primo tra tutti il non ASCOLTARE e GUARDARE più il prossimo, ma solo la nostra pancia.
Che delusione questa Italia cosi “mediocre”, ma non perchè non è piaciuto quel film..ma perchè non è curiosa, non è disposta a comprendere, ma dopo 20 minuti di film, con un occhio alla tv e l’altro su whatsapp, decide che un film che ha vinto l’oscar fa cagare.

Perchè Sanremo è Sanremo

E così anche questo festival di sanremo è passato. Non è che lo disprezzi, se la sera sono a casa lo guardo perchè fa parte della nostra tradizione, e guardarlo mi fa ricordare di come ero nel passato, si perchè lo guardavo sin da bambino, con la famiglia, e con evidenti ripercussioni sul mio stato mentale. In fondo Sanremo è lo specchio della nostra società, di come siamo cambiati, di cosa stiamo diventando. E qualche volta passa anche della buona musica, qualche canzone da non dimenticare.

Ci sono annate piu piacevoli, altre no. quest’anno l’ho odiato perchè la coppia Fazio&Littizzetto a mio avviso ha un pò stancato. Che senso ha trasformare Sanremo in un’appendice di “che tempo che fa”? Il festival, piaccia o no, è un evento e come tale andrebbe trattato. Quindi bisognerebbe accostarsi con rispetto, cercando di proporre qualcosa di nuovo. E gli ascolti, in forte calo, hanno testimoniato il non gradimento di questa formula.  il pubblico si è forse  stancato di questo festival “ideologico” per cui dobbiamo per forza essere “comunisti” e usare una scenografia buia per dimostrare che noi non siamo indifferenti alla crisi (tranne x quanto riguarda i cachet) e poi non è stato ricordato  Franco califano perchè non era un intellettuale, ed era pure di destra se non erro, figuriamoci. E poi aggiungi che quest’anno le canzoni erano veramente brutte…solo gli ospiti stranieri hanno proposto cose gradevoli, da Damien Rice a Paolo Nutini.

E quindi vi lascio con la citazione di una canzone di Ligabue, PER SEMPRE, che, in qualche modo, celebra la tradizione di Sanremo e i ricordi ad essa connessi.

Mia madre che prepara la cena
cantando sanremo
carezza la testa a mio padre
gli dice vedrai che ce la faremo”

La Grande Bellezza, le luci sconfiggono le ombre.

 

Anno nuovo blog Nuovo. In realtà già avevo un blog qui su WP poi sono stato qualche anno su Blogspot a quest’indirizzo http://islandmy.blogspot.it, ma ora voglio tornare qui perchè blogspot non si rinnova mai, e questa piattaforma mi sembra piu moderna e funzionale. Ma bando alle ciance e iniziamo a scrivere. Come primo articolo voglio postarvi la mia recensione del film cult dell’anno 2013 “La grande bellezza” che rischia….di vincere il prossimo oscar per il miglior film straniero. e scusate se è poco. 

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Non sono un critico cinematografico, nè mi atteggio a esserlo..e sto leggendo un pò ovunque sul web, tante critiche al film di Sorrentino..che non meriterebbe il golden globe etc. perchè il film non dice nulla, è un film “vuoto”..insomma, come in occasione della sua uscita a maggio, si fa a gara su internet a chi lo demolisce di più. Probabilmente fanno bene, altrimenti i critici di cosa mangerebbero? E’il loro mestiere. Io guardo i film semplicemente da spettatore..e posso dire che mi ha soddisfatto molto “la grande bellezza” e spero vinca l’Oscar. Ai critici, o presunti tali, vorrei chiedere: “ma il cinema non è un’Arte?” Io vado al cinema con lo stesso atteggiamento di chi legge un libro, o va in un museo a vedere una mostra. Non credo che il cinema debba necessariamente dare delle risposte. Si dice che l’urlo di Munch sia un capolavoro, cosi come la Gioconda di Leonardo da Vinci tanto per fare qualche esempio. E uno dei motivi per cui queste opere sono capolavori è che ognuno può leggervi quello che vuole, non hanno un significato univoco e indiscutibile. Il cinema non è Google Maps dove se cerchi una nazione che non conosci sarai sicuro di trovare le coordinate geografiche, il cinema non è il bugiardino di una medicina con indicazioni terapeutiche, posologia, tempi e modi di somministrazione. Il cinema, i libri, i quadri non sono un dizionario dove uno cerca la definizione precisa di un vocabolo che non conosce. L’atteggiamento di chi critica questo film mi sembra uguale a quello di alcuni cosiddetti fan della serie tv LOST che quando ci fu l’ultima puntata rimasero delusi dicendo: “questa serie è una cagata pazzesca..tante domande sono rimaste senza risposta”, non capendo che il senso di quella serie non era quella di fornire risposte ma di porre degli interrogativi. E per me il discorso di lost vale anche per la grande bellezza,un film che sicuramente stimola la riflessione, pone degli interrogativi importanti, propone un modello di rinascita, il che di questi tempi non è poco. Le risposte ognuno, forse, può trovarle dentro di sè. A me questo film fa provare diverse emozioni, mi fa scorrere nella mente episodi della mia vita che nulla hanno a che fare con la trama ma se quelle scene hanno risvegliato delle memorie…beh direi che è un ottimo punto di partenza. non credo che l’obiettivo di Sorrentino fosse “didascalico”. Tutto questo si sposa a una fotografia stupenda e ad un montaggio originale, il contrasto tra la bellezza di Roma rimasta immutata e i tempi mediocri di oggi, un contrasto di luci e ombre, pieno di poesia.  ed è questo il “valore aggiunto” che ha permesso a questo film di essere premiato. Poi con tutto il rispetto se uno cerca delle risposte si guardi Zalone, anzi non si muova proprio di casa..si veda una puntata del peccato e la vergogna su canale 5, li abbonda di risposte preconfezionate! Se italo calvino nelle “citta invisibili” diceva: “Nella forma che il caso e il vento danno alle nuvole l’uomo è già intento a riconoscere figure: un veliero, una mano, un elefante…” a me sinceramente dispiace che nel film di Sorrentino e nelle battute di Jep Gambardella alcuni non riescano a trovare proprio niente niente.